“Ok. Ok. Sono terribilmente in ritardo. E mi vergogno, si lo ammetto. Esattamente un mese dopo, riesco a mettermi davanti al pc per scrivere il post dedicato a questo mio primo tentativo di tronchetto di Natale.”
Le solite ultime parole famose. E siamo ad altri dieci giorni di ritardo.
Ma se è per questo, sono in ritardo anche sulla casetta di pan di zenzero e non sono ancora riuscita a prepararmi una galette du Roi..e a breve è tempo di cenci e chiacchere di Carnevale.
A mio favore che dire…che l’influenza ci ha leggermente flagellati, che sono state giornate piene, che ho avuto la Sorella in partenza per la Francia, che le feste di Natale mi hanno devastata emotivamente anche se ho cercato di tenere il colpo…che ho creato e spignattato ma che non ho avuto poi il tempo per potervi raccontare nulla.
Adesso, però bando alle ciance..e vi racconto questo tronchetto.
Ho vissuto a Parigi due anni..il secondo anno come spero ricorderete lavoravo in una pasticceria anglo-francese; la mia fantastica capa, Diénaba, per Natale preparò alcuni fantastici bûches de Noël, di cui uno mi venne dato come regalo da condividere con la mia famiglia per il pranzo di Natale.
Credo di non aver mai mangiato qualcosa di così buono e sublime..e oltretutto curato nei dettagli, insomma un capolavoro. Il Marito spesso lo ricorda con tanto Ammore..quindi quando gli ho detto che mi sarei cimentata, era anche contento, ma chiaramente son volata un tantino più bassa.
Mi sono ispirata a quelli che aveva preparato lei, ma non ci sono andata molto vicina 😀
Comunque io da brava apprendista ho studiato il progetto e l’ho disegnato e poi ho fatto un bel collage di ricette raccolte nel web.

In primis ho preparato le meringhe,alla francese, le quali mi sarebbero dovute servire per fare il decoro del tronchetto.
Ho seguito la ricetta di Dario Bressanini:
100 g. di albumi a temperatura ambiente (montano meglio)
200 g. di zucchero semolato
mezzo cucchiaino di limone
Ho preriscaldato il forno a 180 gradi, poi lo abbassato tra 90 e 100 (perchè, come sempre, ogni forno è bello a mamma sua..) e ho infornato le meringhe per circa 2 ore e mezzo.
Non ho foto…e non ve le prometto, perchè non so quando rifarò le meringhe. Però vi assicuro che son venute molto bene e buone, quindi per essere la prima volta sono stata davvero contenta del risultato.

Poi la sera del 24 dicembre, mi sono lanciata nella preparazione del dolce.
Come da progetto grafico e mentale ho preparato una base di cioccolato bianco e riso soffiato biologico, ho sciolto il cioccolato (circa 200 grammi) e ho aggiunto il riso ad occhio, ho mescolato il composto e l’ho versato in una teglia tonda da 20 cm, come se facessi la base per una cheesecake.
Ho messo in frigo a freddare.

Dopo ho preparato la crema pasticcera. Ho provato tante ricette in passato, ma non mi convincevano. Così ho cercato e studiato e alla fine ho preso questa.
Ingredienti:
4 tuorli
500 ml di latte intero
40 g. di farina 00
150 g. di zucchero semolato
una bacca di vaniglia (o la buccia di limone non trattato)
pizzico di sale

Io ho messo la bacca di vaniglia perchè la “donna senza ambizione” (io) ha fatto una crema al pralinato, che non è difficile in sé, ma se vai a vedere, erano le due di notte, avevo la cucina esplosa di teglie, farina, ingredienti ovunque, lavandino pieno di roba da lavare…e nulla, io non potevo usare una comune Nutella. Non io.
Quindi ritorniamo al procedimento:
in un pentolino mettiamo il latte, un pizzico di sale e semi della bacca di vaniglia e anche la bacca. Bolliamo leggermente il latte e poi lasciamo freddare con la bacca in infusione per almeno mezz’ora.

In una ciotola a parte ho messo farina e zucchero, ho unito i tuorli e ho montato il tutto con le fruste (si, ho usato pure quelle!) e ho fatto una bella cremina omogenea al quale ho poi aggiunto un po’ di latte intiepidito, in questo modo si evitano i grumi. Infine ho versato il composto ottenuto nel pentolino e ho riportato ad ebollizione. Con l’aiuto di una frusta o di un mestolo di legno ho continuato a girare fino a che non si è addensata, a quel punto ho versato la crema in una teglia dai bordi abbastanza alti e l’ho lasciata a raffreddare. Mi raccomando copritela con del cellophane alimentare per evitare che faccia la crosticina.

Nel frattempo ho preparato il rotolo, o pasta biscotto. Ho letto mille mila ricette, ma alla fine ho seguito la più semplice in assoluto, questo.
Ingredienti:
4 uova medie
120 g. di farina 00
120 g. di zucchero semolato

Fondamentale: montare le uova e lo zucchero per almeno 15 minuti. Solo dopo aggiungere la farina poco a poco, facendo attenzione a non smontare il composto, amalgamando dal basso verso l’alto fino ad ottenere un composto cremoso.
Per cuocerlo ho usato la leccarda del forno, ho messo un foglio di carta da forno e ho versato il composto ripartendolo su tutta la teglia, aiutandomi con una spatola.
Ho infornato per circa 10 minuti con forno a 200°, per due motivi:
– il mio forno tende a scaldare e quindi per paura mi tengo sempre un po’ più bassa
– la creatura poteva svegliarsi da un momento all’altro e l’ha fatto, ho rischiato il patatrac, ma ce l’ho fatta a tornare in tempo per sfornare 😀
Nella ricetta originale: 7/8 minuti con forno a 220°, come sempre..valutate conoscendo il vostro forno!

Una volta sfornato, va arrotolato con un canovaccio/torcione pulito per dargli la forma e impedire che si rompa mentre viene farcito. Bisogna mettere la parte alta a contatto con il canovaccio, e piano piano va staccata la carta da forno (operazione delicata), a questo punto girate la carta da forno e arrotolate la pasta biscotto. Detto così sembra difficile, ma è estremamente facile.

A questo punto, avevo pronto: il rotolo, la base, le meringhe, la crema pasticcera e mi mancava solo (..solo..) di montare la panna con il pralinato.
Ho montato circa 200 grammi di panna con un po’ di zucchero a velo e ho aggiunto il pralinato a occhio;
nel frattempo ho ripreso le fruste e la crema e l’ho ri-frustata per rompere i legami proteici (parolone..) e poi ho incorporato poco a poco la panna.
Non perchè l’ho preparata io, ma devo dire sinceramente che era fantastica. Erano circa le tre di notte e diciamo che la stanchezza si cominciava a sentire, ma ho voluto farcire il rotolo per assicurarmi che l’indomani mattina fosse ben saldo per decorarlo, ma la crema non ha collaborato molto. Comunque sono riuscita nell’impresa e me ne sono andata a letto.

La mattina di Natale il rotolo aveva un bell’aspetto, la crema avanzata sarebbe stata della giusta consistenza per farcire, e va bè..la prima volta che posso pretendere?
Per finire, sciolgo il cioccolato a bagno maria, pressatissima dal Marito (muoviti, preparati, ma che devi fare?…), decoro il tronchetto..metto qualche meringa, la granella di nocciole e impacchetto il tutto.

Il dolce ha avuto successo…peccato che non avendo temperato il cioccolato, né avendo preparato una mousse o una ganache, la crosta era dura come cemento armato e quindi abbiamo mangiato il rotolo senza la cioccolata intorno..

Al prossimo giro spero di aver migliorato le tecniche!!

A presto, prestissimo per il prossimo post!

Loulou